Donne combattenti

defending castle under seige

Pensare che le donne nel medio evo trascorressero la giornata a ricamare in attesa del ritorno del marito fa parte di quello che è l’immaginario comune, ed è quindi la credenza dei molti, ma l’archeologia sperimentale ci ha permesso, attraverso la ricerca, di rinvenire diverse notizie riguardanti donne combattenti e donne condottiero, alcune delle quali erano molto vicine a noi.

Non tutti sanno che tra il 1100 alla fine del medio evo (e oltre) esistevano ordini cavallereschi femminili.

L'ORDINE DELL'ACCETTA fondato nel 1149 in Catalogna da Raimondo Berenger, conte di Barcellona per onorare le donne che avevano combattuto in difesa della città di Tortosa contro l’assedio dei Mori. Don Raimondo aveva respinto un pesante attacco da parte dei mori nella sua città ed aveva dovuto richiamare a se gli uomini delle sue terre. Il 31 dicembre dello stesso anno i mori attaccarono stringendo in assedio la città di Tortona, rimasta praticamente priva di difesa. La città chiese ovviamente aiuto al suo signore, il quale rispose con un dispaccio nel quale di “inventarsi una resistenza” fino all’arrivo dei rinforzi. Le donne, per difendere le proprie case ed i propri figli, si travestirono da uomini e riuscirono da sole a respingere l’assedio. Per sdebitarsi da ciò il conte istituì l’ordine cavalleresco garantendo alle donne che ne facevano parte diverse immunità e privilegi sociali. A questo potevano accedere solo le discendenti di quelle valorose che avevano salvato la città.

In Italia c’era l'ORDINE DELLA GLORIOSA SANTA MARIA fondato a Bologna dal nobile Loderigo D'Andalo nel 1233, riconosciuto da papa Alessandro IV nel 1261, fu il primo ordine cavalleresco religioso a riconoscere il titolo di militissae alle donne, fu soppresso da papa Sesto V nel 1558.

Nel 1441, nei paesi bassi, per iniziativa di Catherine Baw e 10 anni dopo da Elizabeth, Mary ed Isabella del casato di Hornes, furono fondati ordini aperti esclusivamente a donne di nobile nascita che ricevevano il titolo francese di Chevaliére  (Equitissa in latino). Da allora fino al 17° secolo, le cadette del monastero canonico di St. Gertrude a Nivelles, attendevano 3 anni durante i quali venivano addestrate. In seguito venivano investite cavalieri (militissae) all'altare. Un cavaliere (uomo) chiamato allo scopo toccava le loro spalle con la spada pronunciando le parole rituali.

Donne negli ordini militari

Si pensa che ogni ordine militare includesse donne che si occupassvano a tutti gli effetti di pronto soccorso. L’ordine Teutonico accettava consorelle che si assumevano l’incarico da ospitaliere vivendo all’interno dell’ordine e rispettandone le regole. Nel tardo 12° secolo si formarono conventi adiacenti agli ordini militari. Nel caso dell’Ordine di San Giovanni (più tardi Malta), erano Sorelle ospitaliere, ed erano la controparte dei fratelli preti, una classe ben diversa e distinta dai cavalieri. 

Donne combattenti

Il francese medievale ha due parole, chevaleresse e chevalière, che venivano utilizzate in due modi: il primo era per la moglie di un cavaliere, ed il suo utilizzo va da prima del 14° secolo. Il secondo pare che venisse utlizzato per definire una donna. Da un racconto di un menestrello del 17° secolo: “Non era strettamente necessario essere la moglie di un cavaliere per avere questo titolo. Alcune volte, quando si decideva di attribuire questa onorificenza ad una donna, lei prendeva il titolo di  chevaleresse, in molti alberi genealogici c’erano donne che non erano mogli di cavalieri ed erano chiamate chevaleresses." Quanto alla più famosa, Giovanna d’Arco, la sua famiglia fu blasonata, con il titolo trasmissibile in linea femminile, il che era a dir poco inusuale. Cavalcava ed indossava un’armatura, ma pare che non abbia mai impugnato la spada e non abbia mai ucciso nessuno.

 Nel corso dei secoli, molte donne sono passate alla storia per le loro capacità militari ecco alcuni esempi:

11° secolo

- Urraca, regina di Aragona diventò reggente di Leon e Castiglia nel 1094 succedendo al marito. Trascorse 13 anni della propria vita in guerra assieme al secondo marito. Difese i diritti di successione del proprio figlio impugnando personalmente le armi nelle battaglie. 

- Teresa di Portogallo, sorella minore di  Urraca mantenne la tradizione di famiglia combattendo in battaglia.

- la Duchessa Gaita di Lombardia, morì nel 1090 . Fu un soldato che andava in battaglia al fianco del marito, mercenario normanno,  indossando l'armatura completa.

- Matilda di Canossa, contessa di Toscana nacque nel 1046. Imparò l'uso delle armi da bambina. Andò per la prima volta in battaglia all'età di soli quindici anni nel 1061 a fianco della madre, in difesa degli interessi di papa Alessandro II. Quando suo padre, il duca Goffredo, morì assassinato nel 1069, lei fu costretta a fuggire assieme alla madre, poi divenne condottiero e tornò a vendicarlo. Guidò personalmente le truppe in guerra impugnando la spada del padre. Trascorse combattendo 30 anni della propria vita al servizio prima di papa Gregorio VIII , poi di papa Urbano contro l'imperatore germanico Enrico IV. Si sposò due volte, non ebbe figli. Si ritirò in un convento Benedettino, ma quando nel 1114 ci fu una rivolta nella vicina città di Mantova, comandò nuovamente un’armata per sedarla. Morì nel 1115.

12° secolo

 

- Nel 1149 fu fondato in Spagna, a Tortona l’ordine dell’accetta, per onorare le donne che avevano salvato la città.

- Nel 1189, una bolla papale che proibiva alle donne di prendere parte alla III crociata, fu in parte ignorata. La regina Eleonora di Aquitania, Margherita di Provenza, Florine di Danimarca, Berengaria di Navarre hanno per certo combattuto durante questa crociata. Gilbert de Nogent che scrisse una storia delle crociate menzionò una 'truppa di amazzoni' che accompagnavano l'Imperatore Corrado in Siria.

- Alrude, contessa di Bertinoro (Forlì), impugnò le armi per sedare una rivolta ad Ancona nel 1172, prese parte a numerose battaglie.

- La regina Tamara di Georgia incoronata nel 1178 pianificava piani di battaglia, si occupava dell'armamento delle truppe e guidava gli eserciti come un moderno generale.

- Petronilla, contessa di Leicester, prese parte assieme al marito alla ribellione contro Henry II nel 1173. Secondo Jordan Fantosome “Era vestita con usbergo e portava spada e scudo”

- L'imperatrice Maud, conosciuta come Matilda combattè e vinse una lunga guerra per i diritti di successione al trono di Inghilterra e Normandia contro il cugino Stephen. Morì nel 1167.

13° secolo

Illustration from 13th C German fencing manual

- Jeanne de Navarre (1271-1304) era reggente di Navarre, Brie e Champagne. Sedò una rivolta ai suoi danni da parte del conte De Bar.

- L’ordine della gloriosa Santa Maria fu fondato in Italia nel 1233, approvato da papa Alessandro IV nel 1261. Fu il primo ordine religioso cavalleresco a garantire il rango di “militissa” alle donne. L’ordine fu soppresso nel 1558 da papa Sisto V.

- Nel 1297 la contessa di Ross comandò personalmente le proprie truppe durante la battaglia di William Wallace e Andrew de Moray contro gli inglesi.

14° secolo

- Maria da Pozzuoli. Da una lettera del Petrarca al cardinale Francesco Colonna

23 Novembre 1343:

Di tutte le meraviglie di Dio, ‘che sole son meraviglie’, nulla fece sulla terra di più meraviglioso dell’uomo. Di tutto ciò che vidi oggi, e di cui vi riferisco in questo rapporto, il fatto più rilevante riguarda una meravigliosa donna di Pozzuoli, forte nel corpo e nell’anima. Il suo merito più grande è senz’altro nel fatto che si sia mantenuta vergine pur vivendo a stretto contatto con uomini d’arme; si dice anzi che i soldati evitassero di assaltarla anche solo per scherzo, trattenuti dal timore di lei più che dal rispetto che si deve ad una donna. Infatti Maria si veste da guerriero e non da fanciulla; ha una forza paragonabile a quella di un veterano; non si occupa di tele, di aghi, di specchi, ma di frecce, di archi e di lance: sul suo volto non ha i segni di amorosi baci o dei denti lascivi di amatori, ma di ferite conseguite in battaglia; valorosamente disprezza la morte. Coi suoi vicini è in guerra da anni, una guerra che ha già fatto molti morti da entrambe le parti. Ha combattuto spesso da sola o in compagnia di pochi altri, ma per ora è sempre uscita vincitrice da ogni scontro. Si scaglia furiosa nella mischia della battaglia, parte alla carica, assalta il nemico con coraggio, con astuzia prepara le imboscate. Sopporta con incredibile pazienza la fame, la sete, il freddo e il caldo, il sonno e la stanchezza. Giorno e notte, instancabile, veste l’armatura e riposa le sue membra sul letto o sullo scudo come fossero un letto. Per quelle continue fatiche in poco tempo mutò il suo aspetto. Io l’avevo incontrata anni prima ancora fanciulla ma oggi, quando si è fatta innanzi e mi ha salutato, bardata da guerra e al comando di un manipolo di soldati, ne sono rimasto sbalordito. Poi sotto quell’elmo ho riconosciuto la sua femminilità”.    

- Jeanne de Danpierre, Contessa di Montfort (1300-1374) Durante la difesa di Hennebont (nella quale ebbe la sfortuna di essere attaccata dai nemici suoi e di suo marito), indossò un’armatura, cavalcò un cavallo da guerra e pianificò la difesa del castello osservando il nemico dalle mura, mobilitò i cittadini per difendere le mura utilizzando proiettili di fortuna. Irruppe fuori dalle mura alla testa di 300 cavalieri durante l’assalto alle mura da parte dei francesi, trovò la strada per Brest. Tornò più tardi con altri 600 uomini di rinforzo alla città. Più tardi nello stesso anno, si racconta che avesse preso parte ad una battaglia sul mare di Guernsey: indossando  un’armatura, al comando della sua nave impugnando la spada. Salmonsson, nella sua “Enciclopedia delle Amazzoni” racconta “dimostrò un’incredibile valore; in armatura completa, stava di fronte alla falla, sostenendo gli assalti più violenti, e dimostrando abilità che avrebbero fatto onore al più esperto dei generali” senza dire dove le aveva imparate.

- Marzia degli Ubaldini in Ordelaffi da Forlì nipote di Maghinardo Pagani, si fece onore in battaglia guidando l'ultima resistenza della rocca di Cesena contro le truppe papaline del cardinale Albornoz (1357).

- Agnes Hotot (1378 - ?) Sullo stemma del casato di Dudley è raffigurata una donna in elmo da guerra, con i capelli sciolti. E’ la commemorazione di un campione… donna. Nel quattordicesimo secolo, il padre di Agnes Hotot, del casato di Dudley, aveva litigato con un altro uomo ed aveva acconsentito ad un duello di lancia per dirimere la questione. All’ora fissata per il duello, il padre di Agnes ferito dal precedente scontro, cadde seriamente ammalato. Per vendicarlo Agnes si mise un elmo, e celò la propria femminilità, montò il cavallo di suo padre ed andò al campo del torneo. Al termine di un duro scontro Agnes disarcionò il contendente. Quando lui fu a terra, lei si tolse l’elmo, sciolse i lunghi capelli e si scoprì il seno, così che lui sapesse che era stato battuto da una donna.

- Isabella d’Inghilterra (a.d. 1285-1313) figlia di Philippe le Bel di Francia, moglie di Edward II d’inghilterra. Impugnò le armi contro il marito ed i suoi seguaci. Quando Edward III salì al trono, la obbligò a fuggire in Scozia dove, durante la guerra di indipendenza, comandava una truppa di difesa del confine composta da donne “spiritate” tra queste erano anche le due sorelle di Nigel e Robert Bruce (Lady Bruce and Isabel, contessa di Buchan). Contro tale truppa di nobildonne Edward emise un editto ufficiale. Né catturò alcune imprigionandole. Isabella fu obbligata a ritirarsi a vita in un convento finché non tentò di conquistarlo.

15° secolo

Trial by Combat, 15th Century

- Giovanna d'Arco

- Isabella di Castiglia Durante una lunga guerra per la difesa dei propri diritti al trono, Isabella indossò l'armatura e combatté con le proprie armi in campo, pianificò strategie ed organizzò campi ospedalieri. Il suo valore militare fu dimostrato quando nel 1475, nonostante ferita, portò il suo esercito alla vittoria a Toledo.

- Un manuale tedesco di combattimento pubblicato nel 1467 da Hans Talhoffer include un capitolo dedicato a tecniche di combattimento di donne contro uomini. 

- Appare nell'annuario Reale militare inglese, una chiamata alle armi nel 1457. Tra i 174 nomi di coloro che vengono richiamati 5 (il 2,9%) sono donne. Alis Hammel ha il proprio giaco, spada, boccoliere, arco e frecce. Alis Gare ha un arco e una corazza di piastre. "Condefer wife" ha arco, frecce, spada e scudo. Margareth Athyn e Sally Pens non hanno equipaggiamento elencato, come oltre il 39% degli altri componenti la lista. 

 - Caterina Sforza era figlia del duca di Milano. sposata al nipote di papa Sisto IV, Girolamo Riaro. Nel 1483 difese i territori del marito dai veneziani, al settimo mese di gravidanza comandò  Castel S. Angelo alla morte di papa Sisto, finché il suo successore non entrò in carica. Dopo la morte del marito fu l'unica reggente di Forlì ed Imola in nome dei propri figli. Combatté molte campagne. Fu catturata dopo un assedio nel 1500 e rilasciata nel 1501, morì otto anni dopo.

- Questi elencati, sono solo alcuni dei personaggi femminili che hanno attivamente partecipato alle guerre che caratterizzano il medio evo.

Vorremmo ricordare che, come in tutte le guerre, molti nomi non sono mai stati scritti.

 

 

 per maggiori informazioni www.lothene.demon.co.uk